“Nella classifica redatta dall’associazione internazionale l’Italia precipita dal 50° al 61° posto, ben al di sotto di tutti i principali Stati europei. Uno scivolone che si giustifica con la fase del declino del berlusconismo, quando il conflitto d’interesse è deflagrato in tutto la sua potenza, le minacce recapitate dalle organizzazioni mafiose ad oltre 12o giornalisti, con la tagliola delle richieste di risarcimento dannio usate a scopo a intimidatorio.”
— Libertà di stampa, l’Italia precipita al 61° posto - Corriere della Sera
10:03 am • 26 January 2012
“Il consenso che abbiamo avuto su operazioni come quella a Cortina ci dimostra che forse per la prima volta il consenso si sta modificando e non è più con il furbo che evade ma con chi il furbo lo piglia e lo fa pagare.”
— Befera: “Per anni lotta evasione no centrale” Soldi recuperati anche per tagliare le tasse - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
7:54 am • 26 January 2012
“La linea d’ombra, in Italia, è come se non la scorgessimo mai. C’è qualcosa di ostinatamente minorenne, nel nostro rapporto con l’autorità, la legge, lo Stato. Stentiamo a capire una cosa, dell’ordine dato in nome del bene pubblico: il comando è quello che ci protegge dall’esplosione dell’urlo scomposto, dal caos propizio allo Stato d’eccezione. Fu con l’urlo che Hitler s’affacciò al mondo: la democrazia di Weimar non era stata capace di comando. Kurt Tucholsky, scrittore veggente, descrisse fin dal ‘31 quel che nel futuro dittatore più spaventava: “Non l’uomo in sé, che non esiste. Ma il rumore, che egli scatena”. Stentiamo a capire soprattutto in Italia, perché siamo da poco una nazione e ogni comune, ogni corporazione, usa urlare più che dirigere. Fellini descrisse questa cacofonia anarcoide - era il ‘79, dilagava il terrorismo - nell’apologo Prova d’Orchestra. Il tema cruciale era il comando: in che condizioni è esercitato, come degenera in urlo, e perché degenera. L’Italia benpensante accolse il film con enorme diffidenza, sospettò nell’autore buie propensioni fascistoidi. Fellini le aveva messo davanti uno specchio, perché contemplasse i suoi vizi, e gli italiani voltarono la faccia sdegnati. Il film non perse mai da noi un odore di zolfo che altrove non ebbe. “Tutto è prova d’orchestra”, disse il regista. E sulla pellicola capimmo perché la prova falliva: ogni violinista, flautista, clarinettista, pensava agli affari suoi, alcuni addirittura erano armati e ciascuno aveva a fianco un sindacalista tutore.”
— La linea d’ombra del comando - Repubblica.it
9:51 am • 25 January 2012
“Oggi la media di età dei neolaureati italiani è superiore ai 27 anni, mentre la media europea non arriva a 24 anni. Oramai, il mercato del lavoro non è più nazionale ma quanto meno europeo se non internazionale. E allora - osserva - i giovani italiani con la laurea rischiano di presentarsi con tre, quattro anni di ritardo rispetto ai giovani europei”
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Celli sui laureati italiani
Martone: “Laurea dopo i 28 anni da sfigati è bravo chi sceglie un istituto professionale” - Repubblica.it
12:59 pm • 24 January 2012
It’s going to be a long night. Warsaw-Katowice-Rome-Salerno (Taken with instagram)
8:56 pm • 15 January 2012
emmanuelnegro:
fox-power:
NO ONE GETS LYNCHED FOR EXFOLIATING
Wait, let me check what the Bible says on exfoliating, you never know.
(Source: lakilester)
6:14 pm • 11 January 2012 • 43,370 notes
I, I don’t feel good (Taken with instagram)
11:13 pm • 7 January 2012
thejordanator:
“Thatcher was a prime minister who denounced Nelson Mandela as a terrorist, defended the Chilean fascist dictator Augusto Pinochet, ratcheted up the cold war, and unleashed militarised police on trade unionists and black communities alike. She was Britain’s first woman prime minister, but her policies hit women hardest, like Cameron’s today.”
Please remember the above statement if you go to see The Iron Lady and start to hail her as a feminist icon (she hated feminists).
(via emmanuelnegro)
8:07 am • 6 January 2012 • 174 notes